Una occasione per partecipare alla vita "politica" di questo strano paese.
Un paese che si nutre di parole, che viaggia ai margini dei problemi veri e che compie scelte senza una adeguata partecipazione della società civile.
sabato 27 giugno 2009
Candidature&partecipazione
Non credo sia possibile che si possa gestire (efficacemente) il paese facendosi guidare dalle emozioni. Non è certamente questa la missione che noi cittadini affidiamo ai politici che eleggiamo. Nè è possibile che l'attuale capo del governo, autonominandosi Capo del Dipartimento Eventi&Disastri, dichiari la propria predilezione a disegnare e costruire le casette per i terremotati di fronte al disastro dell'economia nazionale e del mondo occidentale.
Chi è rimasto a progettare e gestire la strategia per ridare competitività alla nostra economia reale? Dove sono finiti i precari che non vedono rinnovato il proprio contratto, gli operai in cassa integrazione, i licenziati senza alcuna garanzia, i colletti bianchi divenuti ormai un peso economico, i dirigenti di medio livello che non sono capaci di trovare un qualsiasi lavoro perché ritenuti troppo istruiti o troppo anziani, tutti quelli che sono obbligati a dormire in macchina, i pensionati che si sono ridotti a mangiare alla Caritas?
Chi si sta curando dell'avvenire dei nostri figli, una non generazione che sta consumando i risultati di una intera vita di lavoro e delle conquiste dei propri genitori? E infine, chi sta ponendo le basi per il futuro dei figli dei nostri figli?
Nessuno!
Ma soddisfare questo bisogno non è, per caso e in democrazia, il compito della intera Società Civile e quindi della mediazione che nasce dal (più vivace possibile!) dibattito tra i politici delle varie parti (gruppi, associazioni, intellettuali, politici o persone) o ( in uno!) dei partiti che ci rappresentano?
Io credo che bisognerà ripartire dalla indignazione dei cittadini ritrovando la democrazia e utilizzando i necessari pesi e contrappesi. La richiesta alla politica è maggiore partecipazione e maggiore democrazia: tutte le voci devono essere ascoltate (anche a scapito dei tempi delle decisioni), i partiti devono accettare la contaminazione di tutti e smetterla di essere un partito-azienda o peggio una azienda-partito, come sta dimostrando di essere il PD.
Francesco Nunziata
domenica 8 febbraio 2009
Ferrovie ed authority
Livello delle tariffe, costo delle prenotazioni, degli sconti, sistemi di sanzionamento, ecc. determinate senza alcuna logica.
Tempi di percorrenza abbondantemente in crescita in questi ultimi anni, alla faccia del rinnovo tecnologico e degli investimenti profumatamente pagati dallo Stato (e dai cittadini tutti e non solo da quelli che pagano il biglietto), come il percorso Roma Napoli cresciuto in venti anni di circa 30 minuti, a parità di materiale ferroviario utilizzato.
Tempi orari non aggiornati come, per esempio, il percorso Reggio Calabria-Napoli cresciuto di 20-30 minuti, nonostante l'apertura della scorciatoia Vesuvio, una importante opera che, abbondonata la vecchia e panoramica linea costiera, permette un risparmio temporale di almeno 20 minuti nel percorso tra Salerno e Napoli.
Treni bloccati nelle stazioni per decine di minuti per aspettare il sorpasso di un eurostar in ritardo, ecc, ecc.
Come si può immaginare che la rete, la gestione del trasporto pubblico a redditività sociale(pendolari, intercity) o la gestione del servizio a redditività economica (Eurostar/Alta Velocità) facciano capo ad un unico centro di potere, con un consiglio di amministrazione che costa due milioni di euro all'anno, impelagato nella "gestione" di una pletora di circa 70 aziende partecipate, le più disparate, e la cui attenzione manageriale è tutta dedicata a fare la concorrenza sulla linea Roma-Milano ad Alitalia, possa gestire in assoluta autonomia tutto il trasporto ferroviario italiano, rete compresa?
Non è il caso che, l'avvicinarsi dell'avvio del servizio di un nuovo gestore ferroviario passeggeri, sia l'occasione per riportare il controllo sulla gestione della rete e quindi della priorità degli investimenti e delle strategie del trasporto pubblico nell'ambito del controllo del Parlamento?
Ormai è il tempo, per una corretta gestione delle regole comuni, che il governo pensi seriamente ad istituire una Autority dei Trasporti.
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(dati del bilancio 2007)
Gestire (il paese!) per emozioni
Le domande che vengono spontanee:
- E' possibile gestire (efficacemente) il paese facendosi guidare dalle emozioni?
- E' questa la missione che noi cittadini affidiamo ai politici che elegiamo?
- E' mai possibile che l'attuale capo del governo dichiari la propria predilizione a disegnare e costruire le casette per i terremotati di fronte al disastro dell'economia nazionale e del mondo occidentale?
- E' giusto che un Presidente del Consiglio si autonomini Capo del Dipartimento Eventi&Disastri, rubando il mestiere (la parte pubblica del..) al povero Responsabile della Protezione Civile?
- Chi è rimasto a progettare e gestire la strategia per ridare competitività alla nostra economia reale?
- Dove sono finiti i precari che non vedono rinnovato il proprio contratto, gli operai in cassa integrazione, i licenziati senza alcuna garanzia, i colletti bianchi degli uffici di R&S o quelli delle gestione e programmazione, divenuti ormai un peso economico, i dirigenti di medio livello che non sono capaci di trovare un qualsiasi lavoro perchè ritenuti troppo istruiti o troppo anziani, tutti quelli che sono obbligati a dormire in macchina, i pensionati che si sono ridotti a mangiare alla Caritas?
E ancora, di più,
- chi si sta curando dell'avvenire dei nostri figli, una non generazione che sta consumando i risultati di una intera vita di lavoro e delle conquiste dei propri genitori?
e infine,
- chi sta ponendo le basi per il futuro dei figli dei nostri figli? Nessuno!
Ma soddisfare questo bisogno non è, per caso e in democrazia, il compito della intera Società Civile e quindi della mediazione che nasce dal (più vivace possibile!) dibattito tra i politici delle varie parti (gruppi, associazioni, intellettuali, politici o persone) o ( in uno!) dei partiti che ci rappresentano?
E allora, tenuto conto che:
- Il bisogno di raggiungere al più presto possibile risultati è figlio della gestione per emozioni;
- Il bisogno di ridurre le parti del gioco politico è figlio della prevalenza delle emergenze;
- La politica, non essendo capace di darsi un progetto strategico di sviluppo si appropria della gestione della cosa pubblica;
- I poteri forti non essendo in grado di riorganizzare le strutture pubbliche, o meglio per propri indicibili fini, mette nelle mani di imprenditori (naturalmente!) predaci la gestione di servizi che devono essere, (naturalmente!) senza profitti e pubblici;
- I media hanno di fatto oscurato la classe produttiva del paese, quella classe:
- che unica, paga le tasse, che paga, con i propri contributi, la sanità, che consuma, che, come formichine, conserva quote della propria retribuzione per pagarsi una futura pensione e qualche volta riesce anche a risparmiare,
- che divide, suo malgrado, tutte queste cose con l'altra parte del paese che non paga le tasse, che usufruisce di servizi sanitari che non paga, che pretende una pensione sociale per contributi che non ha mai versato, che vive agiatamente con i proventi di prestazioni non fatturate o di utili realizzati per servizi o prodotti scadenti e non confortati da adeguate specifiche che ne attestino la qualità.
e
- mettendo nella giusta considerazione le priorità del paese, senza inseguire il solco tracciato dalla destra, ora miseramente e volutamente spostato verso temi importanti ma non (certamente!) esaustivi come la riforma (nel senso della riduzione e della privatizzazione!) della amministrazione pubblica, della riforma delle pensioni (dei dipendenti privati!), della scuola (che vuole privata!), la riforma della giustizia(che vuole piegata al potere politico!) o della sicurezza ,ecc.
- ritornando ad interessarsi dei fatti economici nel loro complesso, senza elusioni e senza favorire (esclusivamente!) la finanziarizzazione delle imprese o (genericamente!) chi produce ( quasi sempre vere porcherie e spesso in nero!) con l'imperativo di favorire (a qualunque costo!) i consumi e di realizzare (troppo spesso inutili e faraoniche!) opere pubbliche.
in uno, bisognerà governare i fatti economici riconoscendoli e orientandoli verso la qualificazione e l'eccellenza!
Credo che ciascuno di noi, quelli che hanno a cuore una politica di "sinistra" e/o che si stia ponendo alcune domande e per questo:
- stanno protestando, con vigore, anche con l'astensione
- stanno chiedendo (con vigore!) più equità sociale,
proponedo le seguenti priorità :
- mantenere il nostro (in termini di mercato, piccolo!) paese al posto che i nostri padri lo hanno lasciato, lavorando per un incremento costante del PIL per unità di prodotto, oltre che per unità di lavoro;
- abbandonando la via (perdente! o perduta) della riduzione dei costi a tutti i .. costi;
- investendo nella scuola, nella formazione alla vita civile e nella europeizzazione dei giovani;
- aumentando la quota di welfare ( sanità, assistenza ai cittadini deboli, pensioni ) a favore dei cittadini;
- trattando e con equità (separandole dal welfare!) la gestione degli ammortizzatori sociali ( flessibilità del lavoro, cassa integrazione, prepensionamenti, ecc.) considerandoli (come realmente sono!) investimenti in partecipazione al rischio di impresa e non (come purtroppo oggi avviene) supporto ai lavoratori;
- riorganizzando la macchina delle istituzioni pubbliche, attraverso la separazione netta dal potere politico (costituendo Agenzie!), il recupero dell'autorità della dirigenza, disegnando le responsabilità dei singoli in termini di rapporto con il cittadino e non in termini di rapporto con la fase di lavoro svolto, investendo in tecnologie informatiche (certe!);
- istuendo una Agenzia per la qualità (specifiche e tracciabilità! ) dei servizi e dei prodotti pubblici e privati,
- investendo in un piano quinquennale di premialità per le imprese e le università che investono in Ricerca& Sviluppo;
- dicendo basta con la vecchia politica delle privatizzazioni selvagge, politica ormai dapertutto nel mondo occidentale ritenuta estremista e dannosa come lo è stata la politica del tutto pubblico;
Ed infine abbandonando idee di gestione politica tipo il bipartitismo il bipolarismo. La richiesta alla politica è maggiore partecipazione e maggiore democrazia: tutte le voci devono essere ascoltate (con un piccolo sbarramento!), anche a scapito dei tempi delle decisioni , decisioni che saranno, con questo programma solo strategiche e non contingenti.
sabato 27 settembre 2008
Competizione Virtuosa: una proposta
Se non altro per rendere l'utente, finalmente, divenuto “cliente” capace di verificare la congruenza tra ciò che è stato programmato e ciò che si sta facendo.
Questo vale per i grandi comuni ma anche per quei comuni che hanno una struttura tecnico amministrativa striminzita e spesso non all'altezza dei compiti assegnati, in particolare per i comuni con meno di 5000 abitanti, la maggior parte degli 8.103 comuni italiani, una buona parte dei quali con un gran numero di contribuenti non residenti(2) .
Tenendo conto che per i comuni è già prescritta una, generica, pubblicazione su internet di alcuni atti amministativi (bandi, concorsi, ecc,), e del cattivo uso(3) che spesso di questa prescrizione si fa, ciò si può ottenere, a costo zero,:
- Rendendo obbligatorio per tutti i comuni l'utilizzo del nome di dominio ad essi riservato dal Registro Italiano in Internet (4), vietando nel contempo l'utilizzo di denominazioni con estensioni le più varie come oggi avviene;
- Rendendo obbligatoria la archiviazione on line di tutti gli atti amministrativi;
- Rendendo obbligatoria, e non facoltativo, l’utilizzo della possibilità che il sito del Governo (Italia.Gov.it) offre a tutti i comuni.
- le delibere consiliari, le decisioni di giunta, i decreti e le ordinanze;
- il piano degli investimenti e i relativi aggiornamenti;
- pubblicare atti, concorsi, contratti, concessioni, bandi di opere pubbliche e successive assegnazioni;
- l’elenco dei consulenti e dei professionisti utilizzati;
- le convocazioni del Consiglio Comunale e della Giunta con l’indicazione della data, dell’ora, dei punti all’OdG e dei modi per ottenere la documentazione a supporto;
- Chiarire agli impiegati e agli amministratori comunali i limite dell’utilizzo della legge sulla privacy. Legge abusata nel tentativo di rendere poco trasparente la gestione corrente.
Tutto questo può essere realizzato senza alcun costo per i comuni. Questi devono soltanto archiviare i propri documenti in un formato che non permetta modifiche fraduolente (ad esempio utilizzando un file .pdf) in una cartella del proprio sito collegato all’area ad esso dedicata da www.Italia.gov.it.
Attualmente solo 18 comuni utilizzano questa possibilità, peraltro impropriamente: i collegamenti sono al sito e no alle pagine specifiche. Cosa che può creare difficoltà o addirittura impossibilità a raggiungere i documenti di cui si ha bisogno.
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(1) Il progetto promuove:
• una competizione virtuosa pubblico-privato, tale da consentire efficace valutazione dell’attività svolta dalle diverse strutture di servizio;
• una logica di mercato nel rapporto con la PA, trasformando effettivamente (e non per slogan) il cittadino in cliente, avviando una innovazione destinata a trasformare il modo stesso in cui la PA concepisce se stessa.
(2) Nel novero del primo scaglione di questi comuni (2919 comuni con un numero abitanti residenti minore di 1500 e con 1.725.000 abitazioni), dove il livello dei controlli contabili è, di molto, annacquato e dove sono, relativamente, più consistenti finanziamenti regionali e statali, si annida un 32% di comuni (circa 900) che si avvantaggiano di un numero di abitazioni (il 44% di tutte le abitazioni di questo scaglione) mediamente pari a 3,18 volte le abitazioni dei residenti.
(3) In spregio alla trasparenza amministrativa, in alcuni casi, i file sono modificabili anche se pubblicati, vengono cancellati alla scadenza, si limitano alla pubblicazione della delibera e non contengono i necessari allegati tecnici.
(4) Il Registro Italiano in Internet gestito dal Consiglio Nazionale delle Ricerche detiene per legge un elenco preformato di nomi a dominio dedicati ai comuni per le attività istituzionali, non assegnabili liberamente (ad esempio: www.comune.sannicolaarcalla.cs.it)
domenica 21 settembre 2008
Risparmio energetico: eolico?
Molte amministrazioni comunali(1), strette dagli impellenti bisogni di cassa, si stanno facendo sedurre da aggressivi intermediari che propongono l'installazione di interi parchi eolici, in nome del risparmio energetico e di un possibile risparmio di migliaia di Kg di CO2(2) ma sicuramente più interessati al “sistema dei certificati verdi” più che al peso etico ed economico che le energie da fonti rinnovabili assumono di questi tempi.
Il risparmio energetico, o meglio, l’incasso di possibili royalties (sic!) ha altre possibili soluzioni meno invasive e meno aleatorie che non comportano lo scempio ambientale (3) derivante dal cedere a terzi la concessione per l’installazione di un ingombrante parco eolico.
Senza contare l’invasività(4), l'effettiva produttività dell'installazione(5), il rumore, il danno ai boschi ed ai terreni circostanti e non ultimo il danno allo skyline in aree dove si progetta uno sviluppo di tipo turistico e persino fantasiosi porti turistici.E senza tenere in alcun conto il danno che una simile installazione procura ai comuni viciniori!
Vi immaginate uno yacht che si avvicina alla costa, per esempio per raggiungere un porto, che si trova ad ammirare un panorama costituito da un “parco” di 30-40 pali alti 100 metri con rotori di 60 metri? Ma vi pare che una ipotesi del genere sia il “meglio” specie per questo tipo di comuni che basano la propria economia sul turismo?
Lo spirito di un investimento ambientale deve avere come interesse prioritario lo sviluppo sostenibile e compatibile con le esigenze del mercato delle attività prevalenti del territorio.
Se un investimento deve essere fatto nel campo del risparmio energetico questo deve essere trovato nel solare, nel fotovoltaico, nell’illuminazione stradale a Led, nell’utilizzo di pannelli solari termici, così come è stato realizzato con successo dal comune di Torraca(6), un paese del Cilento forte di 1200 abitanti.
Torraca è l’esempio evidente di come lo spirito di iniziativa dei sindaci e l’attenzione crescente alle tematiche ambientali possano generare benefici alla popolazione, attraverso la realizzazione di singoli progetti coordinati in modo coerente per soddisfare le diverse esigenze di servizio.
La proposta è di lasciare ad una commissione composta da Provincia, Regione e Sopraintendenza ai Beni Ambientali la responsabilità dell’approvazione dei progetti di risparmio energetico che prevedono alterazioni dell'ambiente naturale del territorio, specificatamente nel campo eolico, imponendo la formazione di un tavolo di concertazione tra questi enti le associazioni ambientaliste locali ed i comuni viciniori, sulla base di un piano di sviluppo congruente ed omogeneo, a partire dal parere della Commissione di Valutazione di Impatto Ambientale.
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(1) Tra questi alcuni piccoli comuni turistici dell'area calabrese del Golfo di Policastro, una area in cui l’iniziativa Progetto Golfo Amico progetta di valorizzare in uno la costa ed i numerosi parchi montani verso un turismo ecocompatibile, progettano di mandare in approvazione la concessione a terzi di installazione di futuri Parchi Eolici.
(2) Gas responsabile dell'effetto serra
(3)Da Wikipedia: Gli aspetti negativi delle turbine eoliche sono diversi.
L'impatto ambientale, seppur rivalutato negli ultimi anni, è un grosso disincentivo all'istallazione di questo genere di impianti. Nella gran parte dei casi infatti i luoghi più ventosi risultano essere le cime ed i pendii di colline e montagne, spesso luoghi dove la natura viene protetta e dove gli impianti eolici risultano visibili anche da grande distanza, con un impatto paesaggistico in alcuni casi non tollerabile. Inoltre generano un lieve inquinamento acustico, che in ecosistemi delicati potrebbe influenzare la vita delle specie animali presenti.
Recentemente, le autorità preposte al controllo del traffico aereo di alcuni paesi hanno avanzato delle perplessità circa l'installazione di uovi parchi eolici: essi sono in grado, in molti casi, di interferire con l'attività dei radar, i quali non riescono facilmente ad eliminare gli echi dovuti alle torri eoliche, a causa della loro elevata RCS (Radar Cross Section) e, soprattutto, delle pale in continua rotazione che un sistema di telerilevamento può scambiare erroneamente per velivoli in movimento.
(4) L’energia producibile dipende dal cubo della velocità del vento e perciò una diminuzione del 20% della ventosità porta al crollo della produzione (-50%). Infatti, il vento varia considerevolmente in funzione della quota e della topografia.
(5) L'eolico è improduttivo. La scarsissima produzione elettrica dichiarata dal Gestore di rete, pari a circa l’1% del fabbisogno, a fronte di circa 3000 MW di potenza installata; problema riconducibile unicamente alla scarsa vocazione del territorio italiano che riscontra una media di producibilità di sole 1500 ore/anno.
(6) Torraca appartiene alla Provincia di Salerno e dista 159 chilometri da Salerno, capoluogo della omonima provincia, conta 1.232 abitanti (Torracchesi) e ha una superficie di 15,8 chilometri quadrati per una densità abitativa di 77,97 abitanti per chilometro quadrato. Sorge a 452 metri sopra il livello del mare. Il territorio del Comune risulta compreso tra i 50 e i 885 metri sul livello del mare.
Torraca rappresenta un’esperienza concreta di come il settore pubblico può influire sulle abitudini e sulla qualità della vita della cittadinanza residente e di quella di passaggio con l’obiettivo anche di risultare sempre più attrazione turistica sostenibile.
Torraca aderisce al progetto “Comuni AzzeroCO2” promosso dall’omonima "AzzeroCO2" fondata da Legambiente, Ambiente Italia e Kyoto Club e fa parte quindi di quei Comuni che vogliono costituire una rete di buone pratiche realizzate con il coinvolgimento del Territorio.