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venerdì 26 settembre 2014

Agenzia delle Entrare, viaggio nel nulla

Rossella Orlandi è tornata sul terna dell'evasione fiscale, al termine della due giorni di audizione parlamentare sul tema della evasione fiscale.
Fatturazione elettronica, incremento delle carte credito, delle prepagate e dei Pos, permetterebbero di incrociare questi dati con quelli contenuti nella Anagrafe Tributaria.
Si tratta di un progetto dove confluiscono una massa enorme di dati che fanno capo a numerose «banche», agganciati al codice fiscale: dalle dichiarazioni dei redditi, alle transazioni finanziarie, alle assicurazioni, alle utenze domestiche. ai contributi INPS.
Senza. contare i dati. sulle

lunedì 22 settembre 2014

Lavoro&Fisco[1]

@matteorenzi @taddei76  le categorie devono essere solo due. Gli autonomi sono imprenditori che hanno come dipendenti a tempo indeterminato se stessi. I due soggetti devono essere contrattualmente e fiscalmente separati. Cosi, tra le altre cose , si potrà controllare che le retribuzioni siano contrattualmente  corrispondenti alle mansioni  e che i contributi previdenziali, che danno diritto a pensioni, servizi sanitari ed altro, siano veramente versati.
Cosi che all’autonomo nella sua funzione di dipendente vengano applicate le aliquote fiscali e previdenziali e le detrazioni in funzione della paga ricevuta  e all’autonomo nella sua figura di imprenditore siano applicate le tasse sugli eventuali utili di impresa.

lunedì 5 maggio 2014

Piccoli Comuni, sentine di inefficienze

Gentili Signori,

Segnalo alla vostra attenzione la difficoltà di  molti cittadini di procedere al pagamento della mini tassa sulla spazzatura senza incorrere in costi aggiuntivi,
In particolare per i contribuenti del comune di San Nicola Arcella in provincia di Cosenza,  un comune turistico, in una area protetta da vincolo ambientale e paesaggistico, che  conta circa 4.200 abitazioni di non residenti,  non presenti li dove si assumono le decisioni e si ottengono le informazioni, contro le circa 800 famiglie di residenti.

A questi cittadini la amministrazione comunale non ha ritenuto di inviare insieme alla bollettino del normale tributo giunto in quegli stessi giorni, aveva fatto di tutto per non permetterci di pagare il dovuto. allegando al proprio bollettino un manifesto a toni forti contro le Istituzioni superiori ma non il bollettino postale necessario a pagare la maggiorazione richiesta dallo Stato, ne lo F24 pre compilato, n'è le corrette informazioni essenziali per il relativo pagamento ( vedi allegati a) e b).
Precostituendo il mancato versamento aiutato (!?) dalle difficoltà' di procedere al pagamento attraverso i mezzi previsti.

Peraltro anche il bollettino relativo alla tassa base apparee incompleto. Non sono richiamati

-         il cespite sottoposto a tassazione,  ne in termini di indirizzo e/o di particella catastale,
-         i mq applicabili,
-         la tariffa corrente applicata
-         gli estremi della delibera di approvazione della tariffa ,
e, neanche a dirlo,
-         l'allegato tecnico che illustra il meccanismo di determinazione della tariffa.


Per quei, pochi, cittadini che hanno capacità/possibilità di utilizzare le scarse ed imprecise istruzioni presenti sul sito istituzionale del comune (vedi allegati c) e d), il tentativo di pagare quanto dovuto agli Uffici Postali e' fallito, non avendo, questi, disponibili bollettini adatti.
Così' come è avvenuto per il pagamento attraverso l'uso dell' F 24 non essendo stato fornito precompilato, preparato seguendo le sopra dette istruzioni da un cittadino inesperto, veniva respinto dal sistema informatico della banca.

 Anche per chi si fosse rivolto ad un qualunque CAF, come ultima istanza, non è riuscito ad ottenere aiuto e/o istruzioni al riguardo. Peraltro pagare 30 euro al CAF per versare allo Stato 12,40 euro non sarebbe stato conveniente.Sarebbe utile sapere quanti inconsapevoli cittadini non hanno versato il tributo straordinario richiesto ed il danno erariale rinveniente.

Ma chiediamo anche che le istituzioni superiori facciano applicare le leggi e le normative vigenti non solo ai cittadini contribuenti ma anche a quegli organi dello Stato che applicano con sciattezza le leggi dello Stato, lo Statuto del Contribuente e le specifiche 
Direttive della Agenzia delle Entrate. Aderendo finalmente al dettato fondamentale della democrazia: separare gli eletti, con i voti dei cittadini, dai gestori della cosa pubblica e abbandonando, finalmente, ipocrite, e qualche volta poco fondate, dichiarazioni di contenimento dei costi.

martedì 23 agosto 2011

Manovra, risparmi e sviluppo

La manovra del governo, pur necessaria, da risposte inefficaci, non eque e colorate del piu' bieco fondamentalismo di destra che nulla hanno a che fare con l'Italia di oggi. Risposte e provvedimenti che sanno di una Italia produttiva vecchia che non ha a che fare con lo sviluppo e l'innovazione di cui questo paese avrebbe un disperato bisogno.
Per evitare di criticare solo, ecco un set di provvedimenti non solo strutturali per raccogliere risorse e per finanziare lo sviluppo

Alcuni dei provvedimenti per raccogliere le risorse:

  • Reintroduzione dell'ICI sulla prima casa, l'unica forma di finanziamento dei comuni, se pur nella forma del esenzione per le classi deboli,
  • Serio riaccatastamento delle abitazioni,
  • Costituzione nei comuni, specie quelli turistici, dell'anagrafe dei cittadini possessori di seconde case, con riconoscimento dei diritti dei residenti,
  • Macro verifiche a livello territoriale della ragionevolezza del reddito dichiarato con la ricchezza esposta,
  • Indagini fiscali per gli operatori economici di singole aree geografiche,
  • Eliminazione delle Partite IVA dormienti o con redditi inferiori al reddito medio di area,
  • Rendere fiscalmente non detraibili retribuzioni e compensi e donazioni a qualunque titolo versati, superiori alla media europea per il medesimo livello di prestazione,
  • Trasformare le province in centro servizi a favore dei piccoli comuni minori di 5000 abitanti con eliminazione delle relative strutture amministrative ma preservandone, in toto riampliandola, la rappresentanza politica, gratuita,
  • Concentrazione delle Prefetture a livello Regionale,
  • Equiparazione della tassazione delle rendite finanziarie con la tassazione corrente,
  • Divieto per i soggetti titolari di partita IVA e per i fornitori di prestazioni professionali di utilizzare il proprio nome e cognome nella denominazione della propria attività,
  • Riduzione all'10% dell'IVA su prestazioni fornite da professionisti e artigiani,
  • Recupero di almeno il 50% dei benefici concessi alla Chiesa in termini di ICI e rimodulazione dell'8xmille,
  • Asta al miglior offerente per le frequenze TV,
  • Cedolare secca per gli affitti con possibilità di recupero, in forma di esenzione irpef di una quota, da parte del fittuatario,
  • Netta separazione delle Pensioni dei lavoratori privati dalle pensioni sociali e da costi per la Cassa Integrazione,
  • Rivisitazione delle regole che riguardano le pensioni degli statali e dei deputati, eliminando le storture ( pensionamento facile per cause di servizio, scatto di carriera al pensionamento, livello dell'assegno, ecc),
  • Riorganizzazione dell Authority dotandole di capacità di analisi economica,
  • Introduzione del Price Cap per le Utility per l'applicazione di tariffe dei servizi adeguate a produrre per gli investitori  un rendimento allineato alla bassa rischiosità dell'investimento.
  • Evitare che lo Stato rincorra agli utili di bilancio delle proprie partecipate per coprire le spese correnti, ricorrendo, così, ad una tassazione impropria a carico dei cittadini.
  • Rinunzia al mantenimento in vita di carrozzoni di stato fornitori di prodotti e servizi fuori mercato e fonte di corruzione
    • Cessioni della società "Alta Velocità" e "GrandiStazioni" delle Ferrovie dello Stato.
    • Cessione delle quote di Finmeccanica, Fintecna, ed eliminazione delle nuove "IRI",
    • Rinunzia all'antico e ormai trito scambio tra acquisto di armamenti, ormai inutili e costosi, contro l'ottenimento di commesse a basso valore aggiunto,
  • Rimandare mega investimenti che non comportano innovazione tecnologica.
i possibili utilizzi per lo sviluppo:
  • Mantenimento e riacquisizione delle reti (energia, ferrovie, telecomunicazioni, ecc.)
  • Eliminazione di finanziamento a fondo perduto e istituzione di fondi di rotazione per i progetti di ricerca e di innovazione sviluppati in collaborazione con l'università,
  • Assicurare alle Regioni del Sud la quota di finanziamento "proprio" necessaria all'utilizzazione dei Fondi Europei,
  • Ricentralizzazione dei Servizi Sanitari ai cittadini, liberando l'attenzione manageriale (sic!) delle Regioni verso la gestione del territorio (ambiente, turismo, territorio, ecc.)
  • Non rinunciare al finanziamento dei progetti della green economy specie quelli che procurano un minore importazione di energia fossile, sviluppando il solare sui tetti delle migliaia di case di vacanza (seconde case) presenti sul territorio;
  • Card di formazione e specializzazione per i giovani;
  • Supporto alle aziende agricole forestali per il recupero e la stabilizzazione del territorio;
  • Vietare, a livello di regole statutarie delle aziende produttive, delle banche e delle amministrazione statali, l'attività finanziaria separandola così dalle attività economiche,
  • sostegno alla creazione di imprese innovative favorendo lo spin off,
  • Introduzione del cartellino di prodotto e delle specifiche per prodotti e servizi;
  • Utilizzo degli anziani, incentivandoli, per attività sociali o per le amministrazioni pubbliche locali,
  • disponibilità, a costo zero, di dati, informazioni (Camere di Commercio, ACI, ISTAT, ecc.), di specifiche (UNI) acquisite via internet,
  • Incentivazione delle aziende a fornire gratuitamente a tutti via internet informazioni tecniche e commerciali,
  • Massicccio e concreto investimento in internet veloce per rendere l'amministrazione pubblica e le imprese effettivamente più competitive, ecc. ecc.;

      sabato 2 agosto 2008

      Una proposta per favorire lo sviluppo equilibrato delle imprese

      Il tentativo di imbrigliare il dilagante utilizzo di stipendi stratosferici, fring benefit e delle stock option che i manager delle grandi imprese si assegnano a tutto svantaggio dei piccoli azionisti che vedono gli utili sfuggire, la dissennata crescita dei prezzi dei prodotti, con la conseguente crescita dell'inflazione, in un mercato, quello del nostro paese, tanto piccolo da potersi definire, in un modo o nell'altro, captive, ed, infine, il tentativo di poter intervenire sul livello delle tariffe dei servizi a parità di qualità del servizio offerto, spingono a fare proposte che hanno il principale scopo di contribuire alla chiarezza del rapporto tra costi, prezzi ed utili.

      Nella logica su esposta, al fine di separare nettamente l'impresa dalla persona che in questa lavora,
      1. le piccole imprese familiari, artigiani, commercianti e professionisti:
      2. dovranno distinguere i costi e i ricavi dell'attività professionale dai redditi personali. Pertanto i titolari di queste imprese dovranno:
        • iscrivere nel proprio bilancio annuale, civile e fiscale, per l'attività svolta in favore dell'impresa, il valore di retribuzioni convenzionali per se stessi, e per gli eventuali familiari.
        Tale retribuzione, che sarà soggetta ai prelivi contributivi e fiscali di legge utilizzati per i lavoratori dipendenti, non potrà essere inferiore alla retribuzione media nè alla retribuzione minima sindacale del settore, per la funzione svolta.
        • L'imprenditore che svolge la propria attività al servizio della propria impresa non può essere considerato solo un imprenditore ma è sempre più, contemporaneamente, un lavoratore oltre che un investitore.

        Così procedendo l'utile di impresa potrebbe essere tassato come è tassato qualsiasi investimento finanziario (attualmente al 12%).
        Le imprese incapienti, a meno che non dimostrino di avere investito in ricerca e sviluppo, potranno essere "accertate".
        Con un evidente vantaggio per l'imprenditore che paga le tasse per il reddito di impresa come investitore ed è tassato come un qualsiasi dipendente per il proprio reddito di lavoro con un evidente risparmio fiscale.
        Le entrate dello Stato, a propria volta, guadagnano da chi sinora le ha pagate in parte o non le ha mai pagate, l'evidente opportunità di recuperare contributi di legge per quanto riguarda la previdenza, il fondo pensioni, il Servizio Sanitario, ecc.
        A questo proposito:
        • il fondo liquidazione relativo ai dipendenti di questo tipo di imprese, se lasciato in azienda, potrebbe essere conferito ad un gestore che avrà il potere di riversare il versato, dopo averlo assicurato, alle necessità produttive dell'imprese, se da questa richiesto allo tasso di rivalutazione stabilito dalla legge più uno spread per il servizio prestato dalla banca.

        realizzando così un procedimento che chiarisce i ruoli ma non cambia la sostanza dell'attuale procedura e che permette al piccolo imprenditore di non ritrovarsi a dover versare somme molto spesso non liquide.


      3. Tutte le imprese

      4. Distinguendo, anche in questo caso, tra impresa, cittadino azionista e contribuente soggetto alla fiscalità generale, dovranno:
        • dichiarare in bilancio le retribuzioni del proprio top management, il monte compensi di ciascuno dei propri organi statutari ed i relativi fringe benefit

        sarà detraibile per il bilancio fiscale solo il corrispettivo valorizzato a prezzi di mercato nella misura della pura retribuzione diretta calcolata a parametri standard medi di settore e di funzione.

        • I contributi e/o finanziamenti statali non possono coprire spese per il personale eccedente uno standard di mercato di volta in volta predefinito.

        • Le imprese che ricevono autorizzazione alla cassa integrazione guadagni dovrà restituire le cifre erogate non appena la situazione produttiva lo consentirà.

        La Cassa Integrazioni Guadagni funzionerà così come un fondo rotativo, una sorta di assicurazioni, aperto a tutte le imprese eliminando le storture applicative tra le imprese e non facendo pagare il sempre più frequenti buchi di produzione (che non sempre significa crisi strutturale per le aziende)


      5. Più in generale:

      6. Le imprese che forniscono servizi soggette al controllo di una Autority

        • Dovranno separare nettamente, e non solo contabilmente, le attività soggette al controllo dell'Autority

        • Il livello degli utili conseguiti da queste imprese che supera un certo limite predefinito sarà tassato con una aliquota più alta

        • non dovranno essere conteggiate, nella determinazione della tariffa, le spese non essenziali alla produzione del servizio (pubblicità, spese promozionali, spese generali non direttamente connesse, eventuali sconti, ecc.)

        Eliminando le storture di contabilità che esprimono costi assolutamente sovradimensionati, di cui le imprese, per forza di cose non si sentono responsabili.

        Con un indiscutibile miglioramento dei prezzi dei servizi ed una più equa remunerazione del servizio prodotto






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