Non prendetevela con @matteorenzi o con le sue girls (o i suoi boy-scout) portavoce di un governo ombra di professorini formatisi nel brodo della dottrina delle destre a quel tempo dominanti. Il problema e il sistema formativo italiano affidato a settantenni che si sono formati a loro volta leggendo, in gioventù, non pregevoli traduzioni di testi a loro volta risalenti a politiche ormai desuete, in un mondo dove ormai le imprese sane sono multinazionali con enormi poteri transnazionali e che
Una occasione per partecipare alla vita "politica" di questo strano paese.
Un paese che si nutre di parole, che viaggia ai margini dei problemi veri e che compie scelte senza una adeguata partecipazione della società civile.
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sabato 20 settembre 2014
lunedì 5 maggio 2014
Piccoli Comuni, sentine di inefficienze
Gentili Signori,
Segnalo alla vostra attenzione la difficoltà di molti
cittadini di procedere al pagamento della mini tassa sulla spazzatura senza
incorrere in costi aggiuntivi,
In particolare per i contribuenti del comune di San Nicola Arcella
in provincia di Cosenza, un comune turistico, in una area protetta da
vincolo ambientale e paesaggistico, che conta circa 4.200 abitazioni di
non residenti, non presenti li dove si assumono le decisioni e si
ottengono le informazioni, contro le circa 800 famiglie di residenti.
A questi cittadini la amministrazione comunale non ha ritenuto di
inviare insieme alla bollettino del normale tributo giunto in quegli stessi
giorni, aveva fatto di tutto per non permetterci di pagare il dovuto. allegando
al proprio bollettino un manifesto a toni forti contro le Istituzioni superiori
ma non il bollettino postale necessario a pagare la maggiorazione richiesta
dallo Stato, ne lo F24 pre compilato, n'è le corrette informazioni essenziali per
il relativo pagamento ( vedi allegati a) e b).
Precostituendo il mancato versamento aiutato (!?) dalle
difficoltà' di procedere al pagamento attraverso i mezzi previsti.
Peraltro anche il bollettino relativo alla tassa base apparee
incompleto. Non sono richiamati
-
il
cespite sottoposto a tassazione, ne in
termini di indirizzo e/o di particella catastale,
-
i mq
applicabili,
-
la
tariffa corrente applicata
-
gli
estremi della delibera di approvazione della tariffa ,
e, neanche a
dirlo,
-
l'allegato
tecnico che illustra il meccanismo di determinazione della tariffa.
Per quei, pochi, cittadini che hanno capacità/possibilità di
utilizzare le scarse ed imprecise istruzioni presenti sul sito istituzionale
del comune (vedi allegati c) e d), il tentativo di pagare quanto dovuto agli
Uffici Postali e' fallito, non avendo, questi, disponibili bollettini adatti.
Così' come è avvenuto per il pagamento attraverso l'uso dell' F 24
non essendo stato fornito precompilato, preparato seguendo le sopra dette
istruzioni da un cittadino inesperto, veniva respinto dal sistema informatico
della banca.
Anche per chi si fosse rivolto ad un qualunque CAF, come
ultima istanza, non è riuscito ad ottenere aiuto e/o istruzioni al riguardo.
Peraltro pagare 30 euro al CAF per versare allo Stato 12,40 euro non sarebbe
stato conveniente.Sarebbe utile sapere quanti inconsapevoli cittadini non hanno
versato il tributo straordinario richiesto ed il danno erariale rinveniente.
Ma chiediamo anche che le istituzioni superiori facciano applicare
le leggi e le normative vigenti non solo ai cittadini contribuenti ma anche a
quegli organi dello Stato che applicano con sciattezza le leggi dello Stato, lo
Statuto del Contribuente e le specifiche
Direttive della Agenzia delle Entrate. Aderendo finalmente al dettato fondamentale della democrazia: separare gli eletti, con i voti dei cittadini, dai gestori della cosa pubblica e abbandonando, finalmente, ipocrite, e qualche volta poco fondate, dichiarazioni di contenimento dei costi.
Direttive della Agenzia delle Entrate. Aderendo finalmente al dettato fondamentale della democrazia: separare gli eletti, con i voti dei cittadini, dai gestori della cosa pubblica e abbandonando, finalmente, ipocrite, e qualche volta poco fondate, dichiarazioni di contenimento dei costi.
mercoledì 8 gennaio 2014
IMU, lettera al Presidente
Gentile signor Presidente,
Senza voler in alcun modo contestare la legittimità della
tassazione sulle seconde case, Le sottopongo un problema di applicazione delle
leggi vigenti (e di quelle in questo momento in gestazione) sul tema delle
seconde case.
La legislazione corrente, complice una visione della società
italiana in termini di qualità dei dati statistici analizzati e offerti
dall'ISTAT, modulati su una società che non c'e' più, impone tasse e balzelli
sulle seconde case non distinguendo tra chi ha una seconda casa a propria
disposizione che usa, in genere, saltuariamente per le proprie vacanze o per un
proprio familiare, da chi ha una, o più' seconde case, per puro investimento.
Fatto salvo lo spot a favore
della neo casta dei sindaci, la vera questione sta in una misconosciuta
elusione della nostra Costituzione sulla parità dei diritti.
In Italia vi sono (dati
ISTAT 2001) circa 5,5 milioni di altre
abitazioni
21,3 milioni di abitazioni (il 24,4% occupate da residenti),
Che fanno capo a 12/13 milioni di cittadini. Che votano!
Di queste circa 3,3 milioni (il
62,8%) nei comuni con meno di 15.000 abitanti
essenzialmente seconde case a disposizione.
Tra queste, si deve
presumere, vi sono abitazioni di famiglia lasciate libere alla morte dei nonni e case di vacanza spesso di dimensioni inferiori
a 60 mq, frutto di piccoli investimenti realizzati indebitandosi con le banche,
ubicate nel sud del paese, nate nella ubriacatura degli anni ’70 e che
attualmente valgono, in termini reali, meno di quando acquistate, se non altro
per la generosità delle amministrazioni pro tempore nel concedere licenze
edilizie contro oneri di urbanizzazione.
Nella area dei comuni con
meno di 5.000 abitanti residenti vi sono comuni che raggiungono il limite di 18
abitazione di non residenti per ogni abitazione di residenti. Luoghi in cui,
spesso, chi ci abita non è soggetto a versamenti aggiuntivi di Irpef, non paga
un euro di IMU e spesso non paga i servizi che usa.
I proprietari delle seconde
case, spesso 10, 20 volte, in numero, i residenti, contribuiscono con la ICI/IMU all’intera copertura dei (enormi!) costi
di gestione delle amministrazioni
comunali in cui sono ubicate, e pagano per servizi, spazzatura, acqua,
reflui e perfino elettricità, un costo pieno per un utilizzo di non più dei 20
giorni estivi.
Questi cittadini pur
contribuendo alla gestione dell’ente locale non hanno alcun diritto e non
possono rivalersi sulle, spesso arroganti ed incongruenti, decisioni dei,
loro, sindaci. Non gli è riconosciuto
nemmeno lo straccio di giudicare con il proprio voto, o con il voto di un
proprio rappresentante i consiglio, la gestione della cosa comunale.
Un esempio di democrazia
sospesa!
L'equazione proprietari di seconde case uguale ricchi e speculatori
e un falso ideologico. Queste case rischiano di essere soggette ad una
girandola di imposizioni che definiscono i limiti minimi e massimi della
aliquota da applicare. senza, peraltro, imporne alcuna condizioni di
applicazione lasciate all'arbitro dei previsti impositori: i comuni.
Il tema:
- Può
una amministrazione imporre una tassa, una imposta o stabilire un
corrispettivo di un servizio per i non residenti:
a.
senza che emerga dal proprio bilancio una chiara esigenza
economica
b.
senza che abbia prima esperito tutte le opportunità offerte dalle
leggi vigenti verso i propri cittadini residenti (addizionali IRPEF, controllo
della evasione fiscale, congruenza delle agevolazioni tariffarie), e prima di aver proceduto all’incasso di tutti i crediti esigibili, ecc., ecc,
c.
utilizzando per i servizi tariffe diverse da quelle applicate ai
residenti:
§ senza
sottoporre il calcolo della tariffa al controllo della Authority.
§ senza
tenere conto del reale utilizzo dei servizi offerti,
§ spesso,
trasformando il corrispettivo per un servizio (servizio idrico integrato,
rifiuti solidi urbani, fornitura di elettricità) in tassa?
- può
una amministrazione essere esclusa dal controllo di legittimità sulle proprie
spese, sia da parte di minoranze escluse che da parte di un qualunque
organo di controllo preventivo?
- può
un cittadino che possiede un bene essere escluso dalle scelte sugli investimenti
e sui progetti di sviluppo del territorio in cui ha investito pur pagando più tasse di un cittadino
residente?
- e'
ragionevole mantenere condizioni di mancato controllo che favoriscono il voto di scambio e/o intrallazzi con i
fornitori?
- può
una amministrazione imporre una tassa, una imposta o stabilire un
corrispettivo di un servizio o realizzare in opere pubbliche che
modificano stabilmente il territorio senza dover dare conto a tutti i cittadini, con il voto?
Probabilmente, con queste premesse, si sfiora il reato di Patto Leonino e comunque la
incostituzionalità in riferimento alla uguaglianza dei cittadini residenti e
non residenti.
Il federalismo fiscale, la attuazione delle Regioni e gli effetti
della legge Bassanini (e delle successive modifiche ed integrazioni) impongono
che le tasse vadano decise e pagate al livello
politico che
accetta di risponderne sottoponendosi al voto.
Le possibili soluzioni:
- sciogliere
il nodo della classificazione residenti/non residenti,
- dando il
voto a chi ha un interesse economico nel territorio e non solo
ai residenti
e/o
- lasciare al
Governo il prelievo delle tasse sulla casa ed il
susseguente compito di distribuire equamente il prelievo ai comuni (come recentemente avvenuto per
l'IMU 2013 con il Fondo di Solidarietà) .
ma anche
4.
ripristinare un serio controllo sugli atti dei comuni, specie i piccoli
comuni,
5.
ripristinare a tutti i livelli (anche per i piccoli comuni) la distinzione
tra livello politico e livello amministrativo,
6.
accelerare sulla unione dei comuni, incentivandone l’attuazione,
7.
impiegare revisori contabili certificati e imparziali,
8.
rendere più pregnante la punibilità degli amministratori con atti
amministrativi (tipo scioglimento per infiltrazioni mafiose) .
Il paese ha bisogno di interventi regolatori e di un drastico svecchiamento
della struttura operativa e non di stravolgimenti della Costituzione
Interventi che sembrano tesi ad una dannosa restrizione della
partecipazione democratica alle definizione
delle strategie di sviluppo del paese unico e solo compito della politica.
La realizzazione sarà compito della amministrazione e non di un leader
telegenico.
Cordiali saluti,
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